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Giana: l’anno zero di una delle poche squadre sane in un calcio malato

Quest’annata per la Giana è indubbiamente il cosiddetto “anno zero”, in estate la politica societaria (praticamente imposta dalla lega) è stata chiara, largo ai giovani affiancati da qualche giocatore d’esperienza, è l’ “anno zero” anche perchè sono andati via molti giocatori che definire importanti per la Giana è poco, Marotta, Bruno, Foglio e Degeri sono solo alcuni dei nomi che hanno lasciato la società gorgonzolese in estate, “anno zero” anche per un terzo motivo, dopo le tante assenze sono arrivati anche numerosi acquisti, nessun nome altisonante ma tutti giocatori che si equivalgono per poter anche avere una rosa allungata, più ampia.

LA PRIMA META’ DEL CAMPIONATO:

Le difficoltà avute sin qui in campionato sono evidenti, ultimo posto in classifica mai così in basso in 5 anni tra i Pro, troppi pochi gol segnati a confronto dei troppi subiti, soprattutto quest’ultimo fattore ha portato a pareggiare o perdere partite che avrebbero potuto andare diversamente, giusto per fare un esempio la partita di Trieste contro la Triestina persa per 3-1, nella quale se la Giana fosse uscita con un almeno un punto dal “Nereo Rocco” nessuno avrebbe gridato allo scandalo, stesso discorso per la gara persa contro la Feralpisalò in casa. Non bisogna guardare solo alle difficoltà però, nonostante i pochi punti raccolti la squadra offre un buon calcio, non era facile dare un’identità ad una squadra piena zeppa di nuovi arrivi e per di più la maggior parte giovani, in questo bisogna dare merito a Raul ed al suo staff, il loro merito è stato anche quello di creare un bel gruppo che si è dimostrato coeso, queste parole dette da un giornalista possono pure trovare il tempo che trovano ma quando a dirlo sono gli allenatori avversari si ha la consapevolezza che la squadra biancazzurra meriterebbe di più di quello che sta raccogliendo, ora ci sono 17 finali in cui i ragazzi, a prescindere da chi scenderà in campo, daranno tutto quello che possono dare per riuscire ad arrivare all’obiettivo salvezza.

TANTE ANZI, TROPPE CRITICHE INGIUSTE ALLA SOCIETA’:

Nel corso della prima metà del campionato fino ad oggi se ne sono sentite e lette di tutti i colori nei confronti della società, tra le tante critiche mosse nei confronti della società sono arrivate addirittura pesanti accuse nei confronti di chi la Giana l’ha fatta emergere conducendola a spese proprie tra i professionisti, si perchè ci tenevo a ricordare che Oreste Bamonte presidente della Giana dal lontano 1985 è il presidente più longevo del calcio professionistico italiano, ha preso la Giana nei campionati regionali e l’ha portata nel professionismo, fino ad un decennio fa nemmeno nei sogni più rosei del più ottimista dei tifosi ci si sarebbe immaginato di vedere la Giana giocare contro grandi corazzate del calcio come Piacenza, Vicenza, Livorno e molte altre squadre, più volte Bamonte ha espresso uno dei suoi più grandi desideri che è quello di portare la Giana in Serie B, come è facile da immaginare però non è così scontato portare una piccola realtà come la nostra nella serie cadetta. “Eh basta investire” direbbero molti, la risposta è NO, un NO categorico, perchè al termine dell’anno bisogna arrivare al cosiddetto “pareggio del bilancio” quindi anche gli investimenti devono essere accurati e non superare i budget che ogni presidente sa di avere a disposizione, sforando di molto il budget si andrebbe incontro ad un quasi sicuro fallimento, nel quale d’altronde sono già incappate numerose società, piazze grandi come Mantova, Modena, Como, Bari, Cesena, Avellino e Varese solo per citarne alcune si ritrovano nel dilettantismo dopo essere fallite, chi per inadempienze finanziarie chi per altro, da questo punto di vista la Giana senza mai stra fare sul mercato ha sempre offerto bei campionati e ha pagato regolarmente sia le iscrizioni che gli stipendi a fine mese, purtroppo non tutte le squadre di C si possono permettere questo, basta prendere in esempio la Pro Piacenza, società a rischio radiazione dal campionato visto le inadempienze e le sconfitte a tavolino subite. L’accusa in questione mossa a Bamonte ( “vuole tornare in D”) non solo è grave ma anche irrispettosa nei confronti di una persona che nella Giana mette il proprio capitale, perchè vorrei dire a tutti gli esperti di finanza /allenatori/direttori sportivi che abbiamo tra i tifosi che la Giana non ha il capitale che potrebbe avere a disposizione un Piacenza, un Vicenza, una Ternana o molte alte grandi piazze presenti in C e che quindi non si può competere con queste società sul mercato.

Anche in società ovviamente sanno che non basta l’acquisto di una punta e di un terzino ma serve anche rimpiazzare chi a nostro malgrado è partito per altre destinazioni, troppe critiche mosse, severe, ingiuste e infondate, bisogna riflettere e tanto...

Siamo la Giana o il Real Madrid? leggendo certe cose ogni tanto mi viene qualche dubbio… La Giana si ama non si discute!

FORZA GIANA!

Giana: l’anno zero di una delle poche squadre sane in un calcio malato ultima modifica: 2019-01-16T12:55:55+00:00 da Ivan Ferrari